lunedì 11 novembre 2013

Lettera a un blog appena nato

È stato sullo stendere, quando i ranghi eran ridotti, che il lampo di genio ha illuminato gli avanzati.
Il dio della giornata si è espresso attraverso una delle figure antropomorfe stipate nell'ingresso e sferzate dallo sguardo birichino di un daniel defoe d'annata: l'inconsapevole cielo, forse proprio per una ragione affettiva che lega i cieli agli dei da sempre, forse perché ha trovato maggiore penetrabilità in una mente permeata dall'alcol, abruzzese, toscano o del nonno che sia stato.
E lì, in quella folle meraviglia che è la normalità, iddìo ha plasmato la zona laringea del buon cielo affinché descrivesse la nostra anfitriona con queste parole: un pezzo di Milano che cammina con gli occhiali.
Una folgorazione, un nome da registrare subito, e lo dico a te, Fulvia, non aspettare che vengano a saperlo una Vanoni o un Vecchioni qualsiasi e te lo freghino.
Pigliati 10 minuti e apri 'sto blog, poi lo puoi anche lasciare lì nelle lunghe giornate in cui non avrai voglia di scrivere né di rendere pubblico qualche granello della tua spiaggia di foto. Lo puoi lasciare lì, non gli devi manco riempire la ciotola coi croccantini.
Ieri, infilare il tunnel del tempo a Porta Genova e finire in una Milano anni 60 è stato un attimo. Tra binari morti stramorti, l'uscita che non si trova, il tram arancione e decadente, la vespa arrugginita che spernacchia, un caffè dall'improbabile insegna ancora una volta arancione e una bici dipinta a mano incatenata a un palo.
E poi l'androne, con l'eco tipica da androne, le terrazze, le ringhiere, i vasi, le scale all'aperto, i gatti e poi ancora terrazze e rampe e ringhiere e gatti morti sepolti nei vasi.
Un tuffo in una Milano sonnacchiosa e d'altri tempi dove puoi anche solo startene lì a nutrire la tua mente e il tuo stomaco in attesa che quel pezzo di Milano che cammina con gli occhiali, un po' stralunato e carinissimo, splendida conduttrice di una dimora tupperware free, ti illustri ancora con quelle pennellate lente, da macchiaiola naif, una scheggia, uno sprazzo, un fotogramma di vita e di città.
(da Hombre per l'amica effe)

8 commenti:

  1. ecco, giusto per vedere se funziona

    RispondiElimina
  2. tu sei capace di far funzionare tutto.
    benvenuta in blogger amica effe

    RispondiElimina
  3. Funziona, funziona. E funzionerà sempre meglio. Uau che felice che sono!

    RispondiElimina
  4. Non vedo l'ora che si popoli, questo blog. La foto è bellissima, e mi piace sapere dove e perché è stata scattata. Vado a mettere il link su Pendolante

    RispondiElimina
  5. 9 ore indietro, direi, del resto la piattaforma è nota per tali asincronie. Siamo sul fuso orario di Hollywood, mi sa, quindi forza Fulvia e Ciac si gira!

    RispondiElimina